Il Ruolo del Mister: 3 elementi chiave nell’evoluzione da gruppo a squadra

Per avere una squadra forte non basta avere i giocatori migliori. Un buon team è il risultato di una somma di fattori molto diversi tra loro. Il primo valore a cui si può pensare, immaginando una squadra che “ gira bene” è il team spirit, quella chimica che si crea tra giocatori, e poi tra giocatori e staff tecnico. 
Il team spirit non dipende, come spesso si pensa, esclusivamente dal rapporto di affiatamento e amicizia tra i membri della squadra. Certamente questo aiuta, ma da solo non basta a sostenere la prestazione per tutta una stagione agonistica, soprattutto quando si dovranno affrontare criticità – infortuni o crisi di risultati, per esempio.
Creare coesione, il giusto team spirit, non è facile e soprattutto questo non può avvenire se la spinta è unidirezionale, ovvero solo da parte del coach, solo da parte della società o solo da parte dei giocatori.
L’allenatore riveste un ruolo importantissimo nello sviluppo dello spirito di squadra; egli infatti può favorire la costruzione dell’identità e della coesione di squadra attraverso tre elementi: condivisione di obiettivi, fiducia e capacità di comunicare.

Fermo restando che ogni team ha le sue peculiarità, e ogni allenatore i suoi assi nella manica, possiamo prendere in esame questi temi trasversali che coinvolgono universalmente la squadra, al di là di categorie e campionati.

1 – Condivisione degli obiettivi
Avere un obiettivo chiaro, costituisce un ottimo collante e facilita molto anche la gestione del conflitto, fungendo da faro guida per il superamento delle tensioni tra tecnico e giocatore o interne allo spogliatoio. Affrontando le criticità con una base comune condivisa sarà più facile trovare compromessi. Compito dell’allenatore è verificare che l’obiettivo sia realmente condiviso da tutti i membri della squadra, dirigenza e staff inclusi. 
Un errore da evitare è quello di dare per scontato che giocare nella nostra squadra abbia lo stesso significato per tutti, o che tutti i giocatori abbiano realmente compreso il proprio ruolo e i propri doveri.

2 – Fiducia
Strettamente correlato alla condivisione degli obiettivi, è il tema della fiducia, non semplice da guadagnare in una squadra composta da elementi sempre molto diversi: alcuni atleti desiderano l’allenatore amico, altri l’allenatore psicologo, altri ancora chiedono innanzitutto un supporto tecnico. Sicuramente è utile iniziare proprio da questo: dimostrare una leadership tecnica forte. Per esempio con richieste adeguate alle capacità tecniche del giocatore, ma motivanti e che valorizzino le sue caratteristiche, prevenendo la frustrazione e rendendolo importante nel contesto; in questo modo si crea anche un circolo virtuoso di fiducia tra i compagni. Una volta dimostrata la leadership tecnica i giocatori saranno più disponibili a seguire la strada scelta dal coach.

3 – Capacità di Comunicare
Alla base di tutto però deve esserci una buona, anzi un’ottima capacità di comunicare. Dal punto di vista strettamente tecnico, è molto importante dare feedback ai propri giocatori, per migliorare la performance agendo sul miglioramento della tecnica e sulla percezione di autoefficacia (self efficacy) negli atleti.
Per quanto riguarda il come comunicare, va ricordato che non contano solo le parole, ma anche la prossemica, ossia mimica e gestualità che le accompagnano. Il linguaggio, poi, deve essere idoneo all’atleta che abbiamo di fronte, ricordandosi sempre di verificare che il messaggio sia passato correttamente.
Un fattore molto importante, ma spesso sottovalutato, è il contesto entro cui si attua la comunicazione. Paure, motivazioni e aspettative vengono più facilmente a galla lontane dalle tensioni della partita, per questo è importante scegliere il momento e il setting più adatto al messaggio che vogliamo far passare.
Le indicazioni fornite in questo breve articolo sono lontane dall’essere esaustive e non hanno la pretesa di esserlo, rappresentano solo delle utili linee guida che prestano attenzione anche agli aspetti psicologici e non solo a quelli tecnico tattici.


Lilli Ferri,
Team Psicosport®