Genitori, arriva il weekend sportivo, siete pronti?

Genitori, arriva un nuovo weekend sportivo, siete pronti ad affrontarlo?
Lo sport per molti bambini è una grande passione, e un’importante palestra di vita. Ciò che imparano sul campo tornerà utile a scuola, in famiglia e anche in futuro, nel mondo del lavoro.
Potete fare molto per aiutare i vostri ragazzi a raccogliere i frutti dell’esperienza sportiva. Per esempio, tifando per loro in maniera corretta e costruttiva, senza trasfigurarvi nei temuti hooligans della domenica!
Ecco alcuni consigli pratici per una felice domenica sportiva:

  1.  Valorizza il gruppo. Probabilmente tuo figlio è molto bravo e dimostrata evidenti doti in campo, ma  quando sei con lui non esprimere giudizi negativi sui suoi compagni.  Ogni forma di individualismo va a discapito della squadra. E’ proprio all’interno del gruppo che i ragazzi possono imparare ad accettare chi è diverso da loro. E quindi a rispettare anche i futuri avversari.
  2.  Aiutalo, ma non allenarlo. Genitore e coach hanno due ruoli diversi. Quindi, tra le pareti domestiche, cerca di non lasciarti andare a consigli tecnici e analisi post-partita. È importante non sovrapporsi alla figura dell’allenatore, che non deve mai perdere la sua autorevolezza. Mamma e papà devono limitarsi a sostenere emotivamente il figlio, premiando il suo impegno e non il risultato.
  3.  Dosa gli incoraggiamenti. Prima di una partita, cerca di non sovraccaricarlo emotivamente con troppi “Forza, dai, metticela tutta, sarai bravissimo…”. Un eccesso di esortazioni crea ansia e fa passare il messaggio che vuoi solo che la sua squadra vinca. Ciò che davvero conta, invece, è che il proprio figlio si impegni e si diverta. Se perde, ma ha dato tutto se stesso, ha comunque vinto.
  4. Non scaldarti durante il match. A bordo campo (ma anche quando guardate una partita in tv o allo stadio) ricorda che per tuo figlio sei il primo modello di etica sportiva. Evita quindi di urlare, sbraitare fare gesti o smorfie che lasciano trasparire disappunto e disprezzo per l’arbitro, per l’allenatore e per la squadra avversaria.
  5. Parla con rispetto dell’avversario. Dopo la partita può avere senso commentare le azioni dell’altra squadra, ma attenzione a quello che dici e a come lo dici. È meglio non dare giudizi troppo pesanti e generici, come: “Non sanno giocare”. Ma: “si può dire che questa volta non hanno giocato bene”, motivando il tuo giudizio. In questo modo tuo figlio capirà che chi indossa la maglietta di un altro colore non è il nemico, ma qualcuno da cui si può imparare.
  6. Apri i suoi orizzonti. Spesso l’attività agonistica diventa l’unica ragione di vita di un ragazzo. E questo non lo aiuta a viverlo per quello che è veramente: uno sport, un gioco. Così, ogni sconfitta è un dramma. Organizza il suo tempo in modo che non si divida solo tra scuola e campetto.
    E cerca di stimolare in lui anche altri interessi, altre passioni.

Alice Buffoni,
Team Psicosport®